venerdì 10 febbraio 2012

Banche Americane accusate di pignoramento improprio!!!!! 25 miliardi di dollari da sborsare!!

New York - Maxi-intesa sui mutui americani. Cinque grandi banche degli Stati Uniti, accusate di pratiche di pignoramento improprio degli immobili, a seguito dello scoppio della bolla immobiliare nel 2008, hanno deciso di sborsare $25 miliardi per ripagare circa 750 mila clienti inadempienti vittime degli abusi.

Il piano prevederà un alleggerimento dei mutui e il pagamento di $2.000 ai clienti ai quali era stata pignorata la casa. Le 5 banche sono: Bank of America, Wells Fargo & Co, JPMorgan Chase & Co, Citigroup e Ally Financial.

"Il messaggio che la soluzione di questo caso ha voluto dare è buono, è nella giusta direzione. Ma non prendiamoci in giro. C’è ancora tantissimo che deve essere fatto", ha commentato Ira Rheingold, direttore esecutivo della National Association of Consumer Advocates.

Sicuramente un punto in favore del Presidente Obama, in vista delle elezioni di novembre, mostrando la sua volontà di assumere una linea dura contro le banche, per aiutare l’americano medio a sopravvivere al meglio all’impatto della crisi.

"Abbiamo raggiunto un accordo importantissimo con le banche più grandi del paese, che andrà a beneficio dei proprietari di case più colpiti da alcune delle pratiche più ingiuste del settore. Si inizia a voltare pagina da un’era che ha causato tanti problemi", ha detto Obama durante la conferenza stampa.

fonte: wall street italia

Agenti immobiliari: che ne sarà della lotta all'abusivismo?


dopo anni di battaglie e richieste insistenti da parte delle associazioni di categoria e dei singoli imprenditori e professionisti del settore, la scorsa estate era arrivata finalmente alla camera una proposta seria per combattere l'abusivismo, anche nella mediazione immobiliare

attraverso l'emendamento al disegno di legge 2420, presentato lo scorso 26 luglio 2011 a firma del sen. franco cardiello, si chiedeva la modifica dell'art. 348 del codice penale introducendo il seguente testo: “chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello stato, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000. in caso di condanna, è altresì disposta l’immediata confisca dell’immobile adibito all’abusivo esercizio della professione e dei beni ad esso pertinenti”

detto emendamento, se approvato, avrebbe forse potuto agire da deterrente per quanti continuano ad esercitare l'attività di mediazione immobiliare senza alcuna preparazione, assicurazione professionale, responsabilità personale né imposizione fiscale

siamo consci del fatto che la situazione economica attuale ed il cambio alla "regia" del paese hanno riordinato le priorità legislative del parlamento, con una decisa propulsione verso le liberalizzazioni fortemente volute dall'europa, risultato: l'emendamento è fermo all'esame del senato. riteniamo che il necessario processo di apertura alla libera concorrenza nelle professioni debba obbligatoriamente passare attraverso una maggior preparazione tecnica e non possa privare i cittadini delle tutele che negli anni si sono faticosamente ottenute

prendendo ad esempio una categoria al centro di molte polemiche: possiamo discutere circa l'opportunità o meno di aumentare le licenze dei taxi, ma non sull'obbligo di avere la patente per guidare il taxi!

fortunatamente anche il nuovo governo ha voluto porre l'attenzione e regolamentare, pur senza limitarlo, l'accesso alla professione mediante l’articolo 80 del decreto legislativo n.59 del 2010 a firma del ministro dello sviluppo economico nel quale, fra le altre cose, si lasciano invariati i requisiti professionali per l'accesso all'attività d'impresa di mediazione (corso formativo presso la camera di commercio, esame scritto ed orale), così come l'obbligo di polizza assicurativa (a copertura dei rischi professionali/societari ed a tutela dei cittadini in caso di eventuali errori o comportamenti illeciti), si ripristina il "tesserino" identificativo (garanzia di possesso dei suddetti requisiti) e si introduce l'obbligo di esporre l'organigramma dell'agenzia (nel quale chiarire le mansioni di ogni collaboratore, atteso che, in ogni caso, solo gli agenti immobiliari possono effettuare attività di intermediazione)

troppo spesso i professionisti preparati devono affrancarsi da un pregiudizio creato nella clientela da chi non può nemmeno definirsi "collega". sappiamo bene infatti che i cosiddetti "sensali da bar" sono privi di qualsiasi titolo abilitante all'attività di mediazione, di assicurazione professionale e regolare tassazione (non emettendo fatture per mediazione). per non parlare delle norme anti riciclaggio, degli studi di settore, ecc.

l'invito che rivolgiamo a tutti è di richiedere prova dei requisiti prima di "fidarsi" (basta il numero di rea presso la camera di commercio o il tesserino), certi del fatto che chiunque sia in regola non avrà alcun problema a produrre quanto domandato, anzi ne sarà ben lieto, mentre per coloro che dovessero imbattersi in un "abusivo", la nostra richiesta è di segnalarlo alle autorità, alle camere di commercio o, quantomeno, ad una associazione di categoria (fiaip, fimaa, anama) la quale, garantendo l'anonimato, provvederà a controllare ed a denunciare

vi fareste curare da un medico se scopriste che non è in realtà un medico?
vi fareste difendere da un avvocato se accertaste che non è in realtà un avvocato?
e soprattutto, se li scopriste sporgereste denuncia oppure sareste loro complici?

essere in regola nell'esercizio della propria attività costa, ma permette a chi fruisce del servizio di ottenere maggiori tutele e di alzare il livello qualitativo, a beneficio di tutti

ricordiamo infine che gli "abusivi" spesso non sono poveri disperati senza un mestiere ma avvocati, geometri, architetti, commercialisti, portieri, financo bagnini... ed in ogni caso non hanno diritto ad alcuna provvigione che spetta, per legge, solo agli agenti di affari in mediazione regolarmente iscritti alla camera di commercio

fonte: idealista

lunedì 16 gennaio 2012

Mutui, perché nessuno sceglie il tasso misto?

gli italiani fino a qualche anno fa sceglievano il mutuo a tasso fisso per comprare casa. qualche spesa in più, ma per lo meno c'era la certezza sulla rata che non cambia mai. poi le preferenze si sono spostate per il tasso variabile: nei periodi migliori una rata più bassa, grazie all'euribor, che però quando cresce può fare paura, come si ricorderanno molti mutuatari nel 2008. poi ci sarebbe il tasso misto, che permette di cambiare in corsa, eppure in pochi lo prendono in considerazione. ma secondo gli esperti può essere la migliore soluzione

secondo un’indagine di mutui.it solo il 2% di chi accede al preventivatore sceglie di accendere un mutuo a tasso misto, su oltre 400.000 preventivi registrati. poca fiducia, o forse poca conoscienza

i mutui a tasso misto sono indicati per chi non sa decidere, all’atto della stipulazione del mutuo, se scegliere un tasso fisso o variabile, dato che con il misto il mutuatario ha la facoltà di cambiare una o più volte nel corso del mutuo, a scadenze prestabilite contrattualmente, le modalità di calcolo degli interessi (tasso fisso o variabile)

Gli italiani comprano la prima casa.


Il profilo degli italiani che comprano casa comincia un po' a cambiare. crisi o no, l'acquisto di un immobile è sempre più legato alla necessità di una prima casa, mentre diminuisce l'investimento nel mattone e l'acquisto della casa vacanze. secondo l'analisi del gruppo tecnocasa, infatti, nel primo semestre del 2011 per il 74% delle persone che ha comprato un immobile, si trattava della prima casa
a seguire gli immobili per investimento, acquisto fatto dal 18,4% degli acquirenti, mentre solo il 4,6% ha comprato una casa vacanze
rispetto allo stesso periodo del 2010, inoltre, sono in aumento coloro che hanno acquistato l'abitazione principale (da 73,4 a 77,4%), in diminuzione gli acquisti di seconda casa (da 5,9 a 4,6% e della casa per investimento da 20,7% a 18%)
ma chi compra casa? il profilo del maggior acquirente ha un'età compresa fra i 35 e i 44 anni(36,5%), seguito da i giovani di età compresa fra i 18 e i 34 anni (32,1%), in aumento rispetto al primo semestre del 2010 passando dal 28,4 al 32,1%. al contrario resta stabile la percentuale di chi acquista nella fascia d'età compresa tra i 35 e i 44 anni
a comprare sempre meno sono invece le persone con un'età tra i 55 e i 64 anni, passata dal 13 all'8,3%
tornando a chi investe invece, qui la fascia d'età sale e al primo posto troviamo acquirenti tra i 45 e i 54 anni, mentre la casa vacanza la comprano nella fascia tra i 55 e i 64 anni
resta un dato: a comprare sono sempre le famiglie 52,5%, anche se in calo dal 58,6% degli anni passati, mentre aumentano i single (38,1%) e i divorziati o separati (6,7%)

Fonte: idealista


Tutto quello che bisogna fare per migliorare la... pubblicità tutto quello che bisogna fare per migliorare la prestazione energetica degli edifici.




la novità della certificazione energetica degli edifici introduce non soltanto un aggravio burocratico, come molti pensano, ma risponde ad un ambizioso piano dell'unione europea per ridurre le emissioni e gli sprechi energetici. gli edifici sono infatti responsabili del 40% delle emissioni totali di co2. vi presentiamo un video in cui si illustrano le regole da seguire permigliorare la prestazione energetica degli edifici

giovedì 5 gennaio 2012

Le 10 case più brutte del 2011 viste da dentro

pelli di leopardo in bagno, affreschi in stile pompeiano nella stanza da letto o tende fluorescenti. non c'è fine al cattivo gusto e la rivista statunitense business insider ha premiato le 10 stanze più brutte tra le case annunciate sul suo portale. vieni a fare un giro fotografico con noi tra questi interni d'orrore

galleria di immagini

10. motivazione: il viola dei velluti, le tende che distruggono i finestroni e un controsoffitto da oscar 9. motivazione: il viola elettrico, la moquette a fiori e la quantità soffocante di oggetti. menzione speciale al ventilatore a pale8. motivazione: la poltrona tigrata in bagno e i marmi in stile sepolcro7. motivazione: i velluti porpora cardinalizio a borbo jacuzzi e i rubinetti in finto oro6. motivazione: l'ossessivo stile a scacchiera e la carta da parati a fiori5. motivazione: ce n'è bisogno?4. motivazione: neanche barbie avrebbe osato tanto3. motivazione: il lettino è un suggerimento per una buona seduta di psicoanalisi2. motivazione: la cornice fosforescente è un must1. motivazione: per l'insigne riproduzione di un affresco pompeiano con tanto di vista sul vesuvio

articolo visto in business insider


fonte: idealista

lunedì 2 gennaio 2012

Immobili, al via l’indice di prestazione energetica

È quanto prevede il decreto legislativo 28/2011. Ma cosa rischia chi non lo pubblica?

Il 2012 porta con sé importanti innovazioni nel panorama immobiliare. Secondo quanto recita il decreto legislativo 28/2011 (il cosiddetto “Decreto rinnovabili”) «Nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal primo gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita riportano l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica». In pratica non si potranno pubblicare annunci immobiliari senza riportare questo indice dell’abitazione.
Parliamo di indice – non di classe energetica –, che esprime il consumo di energia primaria totale dell’edificio riferito all’unità di superficie utile o di volume lordo. Per documentarlo occorre l’Attestato di certificazione energetica, documento che viene stilato da un tecnico abilitato che attesta la prestazione energetica dell’edificio e i parametri energetici caratteristici dell’edificio.
La decisione porta con sé indubitabili vantaggi per chi compra in quanto sarà così più facile stimare in anticipo il potenziale costo annuale principalmente per riscaldamento e acqua calda.
Confabitare, l’associazione dei proprietari immobiliari, riporta in primo piano nel proprio sito internet la decisione, evidenziando che questa decisione “determinerà un vero e proprio cambio di paradigma per il panorama edilizio nostrano”.
Rimane però in sospeso una questione non irrilevante: chi non inserirà questa informazione incorrerà in qualche sanzione? Il dispositivo di legge non lo chiarisce. C’è chi, come la Regione Lombardia, con specifica legge regionale ha stabilito l’obbligatorietà della pubblicazione dell’indice di prestazione energetica“in tutti gli annunci commerciali finalizzati alla relativa vendita o anche locazione” e prevedendo sanzioni amministrative da 1.000 euro a 5.000 euro. C’è però chi, come l’Emilia Romagna, pur prevedendo l’obbligo agli annunci finalizzati alla sola vendita, non contempla i casi di locazione e non sanziona i “trasgressori”.
Fonte: TEKNECO